Affitti brevi e contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. La tassa di soggiorno sarà applicata anche alle abitazioni ad uso turistico che saranno considerate al pari di una struttura a tre stelle, di un B&B o di una Rta. Il consiglio comunale di Pietrasanta da il via libera all’adeguamento del regolamento comunale sulla base del decreto 50/2017 che prevede appunto l’inserimento delle unità abitative ammobiliate ad uso turistico che effettuano pernottamenti inferiori ai 30 giorni nella platea delle strutture ricettive che dovranno versare la tassa di soggiorno. L’importo è di 1,50 euro a persona.

Le tariffe, lo ricordiamo, erano state determinate dopo una serie d’incontri con i rappresentanti di categoria e variano in base alla tipologia di struttura da un minimo di 1,50 euro ad un massimo di 4 euro per un hotel a 5 stelle. Spetta al proprietario dell’immobile ed anche gli intermediati immobiliari, assolvere agli adempimenti fiscali. In caso di inadempienza il proprietario rischia il reato di peculato. “Si tratta – spiega l’assessore al bilancio, Stefano Filiè – di un adeguamento ad una norma nazionale in vigore dal 2017. Niente di nuovo quindi. Il gettito – spiega ancora Filiè – dell’imposta di soggiorno è destinato in todo al capitolo del turismo. Daremo tempo ed informazioni adeguate alle strutture per assolvere a questo nuovo compito così come gli uffici comunali daranno ampia visibilità alla procedura telematica che sarà a disposizione sul sito del comune”.

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